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Il principio di Peter
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10-06-2009, 01:21 PM
Messaggio: #1
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Il principio di Peter
Nel 1969 pubblicò, insieme all'umorista Raymond Hull, il saggio The Peter Principle, al quale deve la sua fama. Il libro è incentrato sul principio di incompetenza, che evidenzia in chiave satirica il meccanismo della carriera aziendale:
« In ogni gerarchia, un dipendente tende a salire fino al proprio livello di incompetenza. » « Con il tempo ogni posizione lavorativa tende ad essere occupata da un impiegato incompetente per i compiti che deve svolgere. » « Tutto il lavoro viene svolto da quegli impiegati che non hanno ancora raggiunto il proprio livello di incompetenza. » Il principio è un caso speciale della generalizzazione: « ogni cosa che funziona per un particolare compito verrà utilizzata per compiti sempre più difficili, fino a che si romperà » Questa teoria generale è stata osservata all'opera dal professor William R. Corcoran durante le sue ricerche relative ai programmi di azioni correttive negli impianti nucleari. Corcoran aveva evidenziato la tendenza ad utilizzare apparati, dimostratisi efficaci per un determinato lavoro, in compiti al di là del loro scopo, che si trattasse di aspirapolvere - al posto di sistemi di aspirazione - per aspirare fumi e sostanze tossiche, oppure uffici amministrativi - al posto di gruppi di lavoro con competenze specifiche - per la redazione dei piani di emergenza. Peter ha applicato il medesimo principio agli esseri umani. In un'azienda dotata di una struttura organizzativa gerarchica, vengono promossi gli impiegati in base alla valutazione delle capacità dimostrate nello svolgere il lavoro attuale. Finché un impiegato si dimostra in grado di assolvere il suo compito, questi verrà promosso al livello immediatamente superiore, nel quale dovrà assolvere un compito differente. Alla fine del processo, tale impiegato avrà raggiunto il proprio livello di incompetenza, ovvero la condizione in cui non è in grado di svolgere il compito assegnato e di conseguenza non ha più alcuna possibilità di essere promosso, ponendo fine alla propria carriera nell'organizzazione. L'incompetenza non dipende dal fatto che la posizione gerarchica elevata è legata a compiti più difficili di quelli che l'impiegato è in grado di svolgere, ma più semplicemente perché i compiti sono di natura diversa da quelli svolti in precedenza e richiedono, di conseguenza, esperienze lavorative che l'impiegato solitamente non possiede. Ad esempio, un operaio tornitore che svolge il suo lavoro in modo eccellente sarà promosso caporeparto, posizione in cui non è più necessaria la bravura a manovrare il tornio ma è indispensabile la capacità di trattare con il personale sottoposto. |
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10-06-2009, 01:44 PM
Messaggio: #2
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RE: Il principio di Peter
io ho notato una cosa , e l'ho noytata sulla mia pelle e su quella di molti amici.
Non capisco come mai una stessa azienda con base al nord ed una periferica al sud non si comporta in modo uguale e mi spiego meglio. Perchè al nord vige nelle aziende una certa meritocrazia , mentre la stessa azienda al sud deve comportarsi differentemente avendo una prassi nello scegliere il proprio personale a dir poco assurdo, iu cui basta che hai una laurea puoi anche non sapere 3x3 quanto fa o riuscire a sbagliare tutti i congiuntivi possibili e immaginabili? dove vsta la meritocrazia? Segui il mio Blog
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10-06-2009, 03:19 PM
Messaggio: #3
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RE: Il principio di Peter
Perché al Sud si ritiene che il lavoro non serva a fare utili?
Non è una domanda retorica. Io non so perché, dunque chiedo. |
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10-07-2009, 11:05 PM
Messaggio: #4
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RE: Il principio di Peter
non credo ma spesso mi chiedo perchè uno come me fa un lavoro di merda e poi un cazzone inutile laureato guadagna il doppio senza fare un cazzo
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